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Ipertensione in gravidanza – A cura della dott.ssa Luisa D’Oria

Ipertensione in gravidanza - A cura della dott.ssa Luisa D’Oria

I disordini ipertensivi in gravidanza sono rappresentati da una moltitudine di patologie più o meno gravi che complicano circa il 10% delle gravidanze a livello mondiale e sono una delle principali cause di morbosità e mortalità sia materna sia perinatale.

Un’ultima stima del 2016 calcola che le morti correlate alla preeclampsia siano circa 50.000-60.000 ogni anno nel mondo. A causa dell’aumento dell’età delle donne al parto, dell’obesità, del ricorso alle tecniche di riproduzione assistita (PMA) e delle patologie croniche più frequenti è atteso un aumento dell’incidenza dei tassi di disordini ipertensivi in gravidanza.

Il tentativo di classificare i disturbi ipertensivi della gravidanza è ormai datato da molti anni, ma in base a diverse e recenti considerazioni diagnostiche e terapeutiche, i disordini ipertensivi della gravidanza possono essere distinti in tre categorie:

  1. ipertensione cronica o preesistente;
  2. ipertensione gestazionale;
  3. preeclampsia.

Quest’ultima in particolare, quando non prontamente diagnosticata, può progredire verso gravi complicanze come l’eclampsia, la sindrome HELLP (hemolysis, elevated liver function tests, and low platelets) e danni d’organo fino alla morte materna.

È noto inoltre che i disturbi pressori in gravidanza si correlano anche con i difetti di crescita del feto come IUGR (Intra Uterine Growth Retardation) e parto prematuro.

Per questi motivi è fondamentale per la donna in gravidanza, anche se giovane ed in buona salute effettuare un regolare controllo della pressione arteriosa.

Il controllo pressorio deve essere ancor più accurato e frequente in caso di donna con fattori di rischio come un’età ≥ 35 anni, gravidanza gemellare, obesità e diabete. La diagnosi di ipertensione in gravidanza viene posta in caso di PA sistolica ≥140 mmHg e/o diastolica ≥90 mmHg rilevata attraverso non meno di 2 rilevazioni allo stesso braccio, a distanza di almeno 15 minuti l’una dall’altra, con successiva conferma attraverso una nuova misurazione a distanza di 4/6 ore, in un setting ambulatoriale o ospedaliero.

In caso di ipertensione cronica o molto precoce in gravidanza lo studio clinico prevede la valutazione anche del danno endoteliale periferico eventualmente presente, attraverso gli esami per la funzionalità renale, studio cardiaco e il fundus oculi. Talvolta nei casi non chiari e con scarso compenso alla terapia, in accordo con lo specialista cardiologo può essere utile effettuare un Holter pressorio delle 24h.

L ’ipertensione è una patologia cronica correlata ad un avverso outcome materno neonatale, specialmente se di lunga data o se non adeguatamente trattata, per questo è fondamentale per i sanitari, una diagnosi precoce e un attento monitoraggio dei valori pressori e delle eventuali complicanze.

Dott.ssa Luisa D’Oria

 

  • Dekker GA, Sibai tBM. Cardiovascular Pathophysiology of Hypertnsive Disorders in Pregnancy in medical Therapy in Pregnancy. Appleton & Lange, Stamford (CT), 1998.

  • Disordini ipertensivi in gravidanza, Serena Donati,marzo 2016, documento approvato da SIGO, AOGOI, AGUI, SIAARTI, FNCO, SIMP

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